I passi più belli della Lombardia

La Lombardia offre agli amanti delle uscite in moto moltissimi itinerari suggestivi e affascinanti da scoprire.  È possibile percorrere curve emozionanti, ammirare fantastici paesaggi e fermarsi lungo il percorso per assaporare i piatti tipici della tradizione, trascorrendo momenti di gioviale condivisione godendosi panorami mozzafiato.

Abbiamo selezionato per voi alcuni tra i passi più belli della Lombardia, che meritano assolutamente una visita in moto.

Iniziamo dal Passo di San Marco che, nonostante i suoi neanche 2000 metri di altezza sopra il livello del mare, si fa molto apprezzare per i suoi scorci naturali. Parte a Morbegno, a inizio valle, e si snoda sulle Alpi Orobie in direzione Bergamo.

Situato al confine tra Sondrio e Bergamo e considerato il collegamento tra la Valtellina e la Val Brembana, il Passo è un meraviglioso connubio di natura e storia. Fu voluto dalla Repubblica di Venezia nel XIV secolo e al patrono del capoluogo veneto si deve infatti il nome. Oltre ai rifugi nei quali riposarsi, ristorarsi e ammirare il panorama, la tappa è d’obbligo al Parco regionale delle Orobie.

All’interno del Parco dello Stelvio si trova il Passo di Gavia (2.618­ metri s.l.m.), un’esperienza che un vero biker deve fare almeno una volta nella vita, e per questo detto anche “la strada magnifica delle Alpi Retiche“. Si tratta di 75 km, percorribili per brevi periodi dell’anno, che mettono in comunicazione la Val di Gavia e l’Alta Valle Camonica, segnando il confine amministrativo fra le province di Sondrio e Brescia. È uno degli itinerari più suggestivi, pieno di curve e poco trafficato dalle macchine. Infatti, la SS 300 del Passo di Gavia è soggetta a limitazioni per via dell’elevata pendenza, della tortuosità e delle ridotte dimensioni della carreggiata. Sul passo si sale da Ponte di Legno per 13 km, per poi scollinare e scendere lungo i 23 km di tornanti che portano verso Santa Caterina Valfurva. La vista è mozzafiato sul Gruppo dell’Ortles e dell’Adamello. A circa 300 metri di distanza dal Passo c’è, unico in Italia, una lembo di tundra artica, relitto dell’ultima glaciazione (Glaciazione Würm) che, disteso su piccoli dossi morenici, copre una superficie di circa 400 m2.

Con i suoi 2.757 metri sul livello del mare il Passo dello Stelvio è denominato “il tetto d’Italia“, infatti si tratta del valico italiano più alto e il secondo in Europa. Viene considerato un capolavoro stradale: 25 km e ben 88 tornanti, di cui 48 sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. La salita sembra non finire mai con una strada grandiosa che da Bormio porta al Passo dello Stelvio e poi a Trafoi in Alto Adige, o viceversa. Offre un panorama stupendo, con vette e scorci naturali davvero incantevoli ed una varietà di paesaggi interminabile. Cambiano con il cambiare dell’altitudine e dalla vegetazione rigogliosa piano piano si passa ai prati fino alle rocce. Durante la prima guerra mondiale fu teatro di aspri scontri tra la fanteria austriaca e quella italiana, essendo il passo proprio sul confine italo-austriaco. Dopo la vittoria del 4 novembre entrambi i versanti furono italiani, pertanto il passo perse il suo significato strategico per collegare Vienna a Milano e quindi fu decisa la chiusura stagionale (rimane aperto da maggio a ottobre).

Il Passo dello Spluga (2.114 metri s.l.m.), utilizzato sin dall’epoca romana, da Chiavenna fino a Splügen collega la Pianura Padana con la Valle del Reno. Il Passo dello Spluga, infatti, è uno dei collegamenti fondamentali tra Italia e Svizzera e si caratterizza per la sua agevole percorribilità, ma anche per la bellezza dei panorami. Si tratta di una salita che, in condizioni climatiche favorevoli, non riserva particolari difficoltà, infatti percorrerla durante i mesi estivi (generalmente fino a ottobre) è piuttosto facile e al contempo piacevolmente emozionante. Costruita tra il 1821 e il 1823, il Passo dello Spluga presenta moltissimi tornanti e deviazioni che permettono di affrontare agevolmente il percorso sulle Dolomiti lombardo-svizzere, con una pendenza che, nel punto massimo, raggiunge il 10%.

Concludiamo con il Passo del Tonale (1.884 metri s.l.m.) che sorge ai piedi del ghiacciaio Presena e separa le Alpi dell’Adamello e della Presanella dal gruppo dell’Ortles-Cevedale. Quando si fa riferimento al Passo del Tonale, si intende sia l’omonimo valico che il passo della Mendola, poiché il tratto di strada è unico. Il Tonale passa per la SS42, una delle superstrade delle Dolomiti, che unisce alta Lombardia (Alta Valle Camonica – Ponte di Legno) e Trentino Alto Adige (Val di Sole – Vermiglio). Si tratta di una tappa imperdibile di un tour del Passo del Tonale in moto perché offre oltre 200km di curve adrenaliniche e paesaggi mozzafiato, di cui solo 20 all’incirca costituiscono il Passo del Tonale e della Mendola. L’itinerario parte dalla città di Vermiglio e si snoda per circa un’ora fra curve e salite in pendenza fino a collegarsi a Ponte di Legno. In particolar modo nel momento in cui si esce da Vermiglio e ci si immette sulla SS 242 e quando si entra nel Parco dell’Adamello verso Ponte di Legno sono presenti dei tornanti molto interessanti. La carreggiata è piuttosto larga e ben tenuta e rende il cammino a due ruote agevole per tutti i tipi di moto, sia sportive che da viaggio. Un’attrazione molto importante sul Passo è il Sacrario monumentale del Tonale, un progetto di Pietro del Fabbro che ha ampliato una struttura precedente. Si tratta di una cripta pensata per commemorare i Caduti della Prima Guerra Mondiale appartenenti alle vicine province di Trento e di Brescia. Il Tonale rimane aperto tutto l’anno e offre sempre attrattive, tuttavia è preferibile il periodo a partire dalla seconda metà di maggio fino al massimo inizio novembre per godersi al meglio l’escursione in moto. Il percorso risulta infatti meno agevole durante il periodo invernale, non tanto per la neve, poiché le strade vengono ripulite frequentemente, quanto per le basse temperature e per la possibilità di trovare ghiaccio sulla strada, nonostante l’asfalto sia tenuto in ottime condizioni.

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